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BEAUTY NEWS

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I migliori capitoli della cultura e degli immaginari del XX secolo sono inscritti nella storia dei collettivi creativi. Programmi e progetti d’arte o di moda, di design o d’architettura, di letteratura o di poesia nati all’insegna della ricerca, della sperimentazione e del rinnovamento, con ambizioni alternative e radicali.

Nel mito c’è senz’altro la Facto­ry di Andy Warhol. Soprattutto la prima, quella al quinto piano di un edificio di East 47th street a Midtown Manhattan, che, tappez­zata d’argento da Billy Name, ha rappresentato per molti un incon­trastato modello. Un punto d’in­contro di figure chiave della scena artistica underground newyorkese come Edie Sedgwick, Viva, Taylor Mead, Ultra Violet, Nico, Ondine o i Velvet Underground, che, reputato il centro più hip dell’universo negli anni tra 1962 e 1968, ha fatto so­gnare e ispirato tutte le generazioni a seguire tra Europa e Usa. Non ul­tima la factory di ACNE, un collet­tivo creativo nato a Stoccolma nel 1996 ed etichettato con una sigla derivata da Associated Computer Nerd Enterprises. Una definizione programmatica sostituita con Am­bition to Create Novel Expressions, dopo che il gruppo multidiscipli­nare fondato da Jonny Johansson, Mats Johansson, Jesper Kouthoofd e Tomas Skoging si è evoluto in un’azienda leader del prêt­à­porter internazionale, non senza mettere a punto altre idee di successo in am­bito editoriale e artistico.

“Jared French, Lincoln Kirstein, José Martinez and Paul Cadmus”, 1945 ca, del trio PaJaMa (Paul Cadmus, Jared French e Margaret Hoening French), esposta nel 2020 alla Galleria Vavassori di Milano.
“Jared French, Lincoln Kirstein, José Martinez and Paul Cadmus”, 1945 ca, del trio PaJaMa (Paul Cadmus, Jared French e Margaret Hoening French), esposta nel 2020 alla Galleria Vavassori di Milano.
COURTESY GALLERIA FEDERICO VAVASSORI, MILANO.

Lavorare in gruppo, dietro un’unica firma, una sigla, una de­nominazione o definizione poetica o teorica e distintiva, annullando o ridimensionando ogni forma di personale protagonismo, è infatti un fenomeno che puntualmente si ripropone nel tempo. E sta offren­do anche all’oggi non solo spunti di aggregazione, ma anche occa­sioni di repêchage. Ritrovamenti o riscoperte di riferimenti, modelli e nuovi miti come il gruppo compo­sto da tre protagonisti del realismo magico quali Paul Cadmus, Jared French e Margaret Hoening French, uniti nella vita e nell’arte dietro l’a­cronimo PaJaMa e collettivamente dediti, negli anni tra 1937 e 1950, a un’originalissima sperimentazione del mezzo fotografico, non senza il contributo di svariati amici artisti, che per loro e con loro hanno po­sato davanti all’obbiettivo in quelle che appaiono metafisiche e iconi­che reificazioni di detriti e rovine, improvvisazioni e surreali intera­zioni con il mondo disgregato tra le due guerre che li circonda, nonché ideologiche precognizioni di una sessualità che trascende generi e rapporti di coppia.

(Continua)

Leggete l'articolo integrale sul numero di aprile di Vogue Italia, in edicola dal 7 aprile


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John Galliano svela una visione piramidale in cui i codici sviluppati nella collezione couture, concepita come laboratorio creativo, ispirano il ready-to-wear 

La prima cosa che viene in mente, ascoltando le note introduttive degli short-film BTS esclusivi, è “un pensiero triste che balla”, come aveva definito il tango il poeta Enrico Santos Discépolo. Che poi, da quando Maison Margiela ha presentato il secondo capitolo di S.W.A.L.K., non è più possibile pensare ad altro, se non a quella danza catartica al chiaro di luna, metafora della vision di John Galliano, tra senso di comunità, thriller e scambio generazionale.

Maison Margiela Artisanal AW20
Maison Margiela Artisanal AW20
Maison Margiela Co-Ed SS21
Maison Margiela Co-Ed SS21

A Parigi e nelle boutique di tutto il mondo, intanto, è arrivata la collezione Co-Ed primavera estate 2021. È indimenticabile la dichiarazione di valori e d’intenti dei capi che, piroettando in un dialogo attivo con i droni, le GoPro, le videocamere termiche e le webcam dirette da Nick Knight, esprimono ora come allora, in un momento di incertezza e in occasione della première virtuale del film voyeuristico, un urgente bisogno di trasparenza e nuova consapevolezza nel corso dell’intero processo creativo.

Maison Margiela Artisanal AW20
Maison Margiela Artisanal AW20
Maison Margiela Co-Ed SS21
Maison Margiela Co-Ed SS21

Per tale ragione, i sei episodi illuminano, dietro le quinte, quella linea di continuità e sinergia che ormai contraddistingue l’universo della produzione della maison, dalla linea 0, Artisanal, ad ogni altra collezione. Attraverso la voce di John Galliano, ciascuna delle nuove brevi puntate illustra tre concetti creativi che, dopo essere stati sviluppati nella couture, ispirano il ready-to-wear, le borse, gli accessori, le fragranze e l’eyewear.

Maison Margiela Artisanal AW20
Maison Margiela Artisanal AW20
Maison Margiela Co-Ed SS21
Maison Margiela Co-Ed SS21

Tre definizioni, “Anonimity of the lining”, “Print with a purpose” e “Wet look”, rinascono continuamente e, in particolare, nella collezione Co-Ed SS21, in un’industrializzazione artistica dell’Artisanal autunno inverno 2020. Il direttore creativo rivela il proprio atto liberatorio che interpreta il processo di catarsi del tempo e trasforma i capi mediante la tecnica sartoriale dell’heroic cutting; tagli e cuciture danzano un tango destrutturato che rinvigorisce i tessuti e infonde speranza tra i layer delle nuove straordinarie silhouette.

Maison Margiela Artisanal AW20
Maison Margiela Artisanal AW20
Maison Margiela Co-Ed SS21
Maison Margiela Co-Ed SS21
Anonimity of the lining

Due episodi sono dedicati alla spiegazione della tecnica di costruzione interna dei garment volta a evocare inedite shape sartoriali e uniformi militari dal taglio cavalleresco. Dall’Artisanal alla Co-Ed, John Galliano combina indumenti usati, come una giacca, una camicia e un gilet, e dà vita a nuovi singoli capi composti da diversi strati che, dopo essere stati “tagliuzzati”, mostrano, nelle aperture, i fronzoli danzanti dei tessuti sottostanti.

Print with a purpose

In un’interpretazione originale del filtrage che ritorna nella collezione estiva, ampi vestiti di tulle appaiono costellati di applicazioni di nastro adesivo. Una proiezione di luce completa l’estetica degli abiti da sera, mentre, in movimento, il tessuto illusionista evoca la visione di una stampa virtuale ed interattiva.

Wet look

L’ispirazione nasce dall’effetto bagnato dei veli scolpiti nelle antiche statue neoclassiche di marmo. Galliano scolpisce, sin dalla couture AW20, motivi illusionisti “circular effect” nei tessuti trasparenti leggerissimi come mussola e tulle che, sovrapposti, ricreano l’ambito drappeggio. In particolare, per la nuova collezione, il direttore creativo applica le tecniche ed i codici del “Wet look” anche nella maglieria e in alcuni capi sartoriali.

La collezione Co-Ed SS21 è ora disponibile nelle boutique Maison Margiela e sul sito ufficiale del brand.



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Tra giacche militari uomo e camicie camouflage lo stile army torna di tendenza per la moda uomo primavera estate 2021. Reduce dal confinamento domestico, l'uomo del post lockdown trova originali soluzioni di mimetismo urbano nei look d'ispirazione militare. Diversi gli stilisti che con le nuove collezioni di moda uomo primavera estate 2021 hanno reinventato il tema bellico, attraverso interpretazioni - più o meno innovative - capaci di tradurre l'anima dura dell'abbigliamento d'assalto in bluse di tendenza e capispalla cool.

Etro
Etro

La camicia militare della collezione uomo Etro primavera estate 2021 mixa il taglio tradizionale da uniforme sahariana, con le quattro grandi tasche a toppa applicate sul davanti, le mostrine sulle spalle e la cintura elastica, con una raffinata stampa vegetale con foglie di forme e colori diversi. La giacca-camicia è abbinata in passerella con un top stampato e pantaloni bermuda nello stesso tessuto, oltre che a un innumerevole serie di borse e borselli, e scarpe slip on in pelle intrecciata. Un perfetto look da viaggio, per sognare le prossime vacanze.

Celine
Celine

La tendenza army è reinterpretata in chiave street style nella nuova collezione uomo Celine primavera estate 2021. Il gilet in stampa camouflage, a macchie di colore nei toni del beige e marrone, è dotato di maxi tasche applicate e dettagli da biker jacket. Si abbina a felpe in maglia, jeans strappati e sneakers in tela, in un outfit perfetto per un pomeriggio tra amici allo skate park.

JW Anderson
JW Anderson

Sofisticata e 100% british l'interpretazione del tema militare nella collezione uomo JW Anderson primavera estate 2021. La blusa del soldato diventa una mantella ibrida e trasformabile tramite un sistema di bottoni funzionali e decorativi, mentre l'effetto camouflage è astratto da una lavorazione patchwork di diversi tessuti e tonalità di verde.

Giacche e camicie militari uomo le troviamo anche nelle collezioni primavera estate 2021 firmate MSGM, Y/Project e White Mountaineering. Dalla boxy impermeabile a motivo calligrafico, alla trucker jacket di tech satin, fino al modello windbreaker a pannelli effetto camo.

MSGM
MSGM
Y/Project
Y/Project
White Mountaineering
White Mountaineering
Continuate a scorrere per i nostri consigli di shopping sulle migliori giacche militari uomo e camicie camouflage di tendenza per la primavera 2021. Amiri, visto su mrporter.com
Amiri, visto su mrporter.com
Burberry, visto su mytheresa.com
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Stone Island, visto su farfetch.com
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Woolrich Outdoor Label - Designed in Japan
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Brad Pitt come Rihanna e Katy Perry. Se infatti le due star del pop (e del beauty, c'hai ragione RiRi) ci hanno abituati a pirotecnici cambi di look, il buon William - questo il suo nome di battesimo - non è stato da meno. Nei suoi quasi 35 anni di onorata carriera l'attore di C'era una volta… a Hollywood (solo per citare l'ultimo) è stato infatti protagonista di un'evoluzione tricologica di tutto rispetto: dal ciuffo in avanti anni 90 ai capelli lunghi e biondi per film come Intervista col vampiro e Vento di passione, passando dalla barba lunga ai look di matrice retro per il taglio con sfumatura laterale del periodo di Fury e Bastardi senza Gloria, arrivando alla all'hairstyle lungo e portato tutto indietro delle ultime apparizioni sul red carpet. 

Festa del papà: 10 vip irresistibili con la barba 
Jeff KravitzJim SpellmanVera AndersonMike MarslandTodd WilliamsonRay MickshawPascal Le SegretainDominique CharriauSteve GranitzAlessandra Benedetti - CorbisJB LacroixHector VivasArnold JerockiSteve GranitzJohn LamparskiBryan BedderKevin WinterLaura CavanaughVALERIE MACONJennifer Graylock - PA ImagesMatthew ChavesLUCA VISENTINI

Ecco dunque 25 foto che hanno protagonista, semplicemente, Brad Pitt e i suoi capelli per trovare ispirazione per il vostro prossimo taglio uomo 2021. 

Brad Pitt at the Academy Theater in Beverly Hills, CA (Photo by Jim Smeal/Ron Galella Collection via Getty Images)Taglio capelli con ciuffo laterale
Brad Pitt at the Academy Theater in Beverly Hills, CA (Photo by Jim Smeal/Ron Galella Collection via Getty Images)
Jim SmealTHIRTYSOMETHING - Taglio lungo con maxi ciuffo (1989)
THIRTYSOMETHING - "Love and Sex" - Airdate: October 3, 1989. (Photo by Walt Disney Television via Getty Images Photo Archives/Walt Disney Television via Getty Images)L-R: RICHARD MURPHY;BRAD PITT
ABC Photo ArchivesLOS ANGELES, CA - MARCH 28: Actor Brad Pitt attends the 1992 7th Annual IFP/West Independent Spirit Awards on March 28, 1992 at Raleigh Studios in Los Angeles, California. (Photo by Ron Davis/Getty Images)Capelli lunghi in stile anni 90
LOS ANGELES, CA - MARCH 28: Actor Brad Pitt attends the 1992 7th Annual IFP/West Independent Spirit Awards on March 28, 1992 at Raleigh Studios in Los Angeles, California. (Photo by Ron Davis/Getty Images)
Ron DavisActor Brad Pitt in his modelling days in the early 1990's.; (Photo by Iain McKelly/Photoshot/Getty Images)Taglio con ciuffo in avanti (1990)
Actor Brad Pitt in his modelling days in the early 1990's.; (Photo by Iain McKelly/Photoshot/Getty Images)
PhotoshotBOZEMAN, MT - AUGUST: Brad Pitt smiles while fishing on the Gallatin River during the filming of Taglio corto con ciuffo per il film “In mezzo scorre il fiume”
BOZEMAN, MT - AUGUST: Brad Pitt smiles while fishing on the Gallatin River during the filming of "A River Runs Through It" in 1991. (Photo by John Kelly/Getty Images)
John Kelly204937 03: Brad Pitt in the film Capelli lunghi per il film “Vento di passioni”
204937 03: Brad Pitt in the film "Legends of the Fall." (Photo by Liaison)
Getty Images

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Like Family è il titolo dello shooting di Paolo Roversi per il numero di aprile di Vogue Italia. Dello styling si è occupato Ibrahim Kamara

Ecco alcuni scatti.

Maglia in viscosa con profilo di visone, abito di tulle con ricami di rose, Blumarine; Cappello, Ibkamarastudios. Borsa Serpenti Metamorphosis in nappa Crystal Rose con ricamo di cristalli, capsule collection Bulgari Serpenti Through the Eyes of Mary Katrantzou.
Maglia in viscosa con profilo di visone, abito di tulle con ricami di rose, Blumarine; Cappello, Ibkamarastudios. Borsa Serpenti Metamorphosis in nappa Crystal Rose con ricamo di cristalli, capsule collection Bulgari Serpenti Through the Eyes of Mary Katrantzou.
Paolo RoversiTop a fascia e slip in jacquard di ciniglia, camicia di popeline, orecchino in metallo con finitura oro, Dior.
Top a fascia e slip in jacquard di ciniglia, camicia di popeline, orecchino in metallo con finitura oro, Dior.
Paolo RoversiBusto dorato trompe-l’oeil in resina metallizzata con collana a lucchetto, pantaloni in tulle di cotone e cady, Schiaparelli Haute Couture. Giacca monopetto e pantaloni in tessuto Tecno Stretch, camicia di popeline compact, Prada. Giacca doppiopetto e pantaloni di lana tecnica, camicia di popeline, Valentino. Cappelli, Ibkamarastudios.
Busto dorato trompe-l’oeil in resina metallizzata con collana a lucchetto, pantaloni in tulle di cotone e cady, Schiaparelli Haute Couture. Giacca monopetto e pantaloni in tessuto Tecno Stretch, camicia di popeline compact, Prada. Giacca doppiopetto e pantaloni di lana tecnica, camicia di popeline, Valentino. Cappelli, Ibkamarastudios.
Paolo Roversi

Crediti moda: Photography by Paolo Roversi Styling by Ibrahim Kamara Models: Natalia Vodianova @ Viva Paris, Freek Iven @ Rebel, Takfarines B @ New Madison Make-up Marie Duhart, hair Yann Turchi, entrambi @ Bryant Artists Manicure Anais Cordevant @ Saint Germain Set design Ibrahim Njoya @ The Magnet Agency On set Studio Demi

Sfogliate il servizio fotografico sul numero di aprile di Vogue Italia, in edicola dal 7 aprile

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Può chiamarsi vincitore, visto che si è aggiudicato il premio Pierre Bergé all’Andam 2020 a solo un anno dalla fondazione di Mossi, il suo brand. Eppure, Mossi Traoré si vede come primus inter pares di una comunità creativa che, a Villiers-sur-Marne, firma un prêt-à-porter da lui definito “Made in Banlieue”.

«Le periferie fervono di talenti», spiega il designer parigino di origini maliane, protagonista di Vogue Talents Febbraio 2021, «e penso che valorizzarli sia un mio compito, io sono cresciuto all’ombra di condivisione e aiuto tra abitanti dello stesso quartiere. Credo poi che la moda debba avere un impatto sociale: grazie a essa posso promuovere l’integrazione, lo si vede nel mio team, composto da persone di culture, lingue e religioni distinte». Figura di riferimento del brand è non a caso «Leila Janah, che con le sue idee imprenditoriali ha combattuto la povertà in Africa».

Mossi Traoré era alla ricerca di collaboratori disposti a lavorare per un brand emergente, con pochi mezzi, e ha intuito che la strada giusta era «la creazione di una scuola di alta moda gratuita e aperta a tutti, Les Ateliers Alix, un nome che omaggia Madame Grès. Accogliamo giovani, e non, motivati dalla passione e dal desiderio di lavorare nella moda che provengono da ogni parte del mondo, dalla Guyana francese al Tibet. Non offriamo solo lezioni, ma un vero supporto a 360°, che comprende anche corsi di francese e aiuto per trovare una sistemazione; io stesso incontro ogni anno i genitori per far capire loro che devono credere nei figli. E con i contatti costruiti nel corso del tempo, cerco di offrire agli studenti esperienze di stage negli atelier».

Presentata alla settimana della moda di Parigi, la collezione Mossi A/I 2021-2022 è una rapsodia in black and white frutto di uno studio sulla tintura con il carbone, per la quale il designer ha collaborato con l’artista coreano Lee Bae. Network e condivisione sono le parole chiave dei capi architettonici, ricchi di pieghe e asimmetrie, del brand, conosciuto anche per la sua energia positiva: «Non voglio che le nuove generazioni abbandonino i loro sogni. Anch’io ho attraversato momenti difficili: quando la mia prima collezione è stata rubata alla vigilia della presentazione, ho continuato a sorridere», dice, e conclude: «Ho la fortuna di vivere di un lavoro bellissimo in una comunità creativa multiculturale, come posso non essere ottimista? Lo devo anche a Dio, dal quale sarò giudicato per i talenti che avrò saputo usare, per il duro lavoro fatto e per ciò che avrò condiviso».

In apertura: blazer e pantaloni in crêpe, Mossi A/I 2021-22. La stampa a motivi neri è frutto della collaborazione con l’artista coreano Lee Bae, i cui dipinti incorporano carbone allo stato grezzo.

Da Vogue Italia, n. 847, aprile 2021


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About the project

Model, Singer and actress Klara Kristin stars in the stylish short film “Mountain of Love” for Vogue Italia from filmmaker Nina Holmgren.

The actress and filmmaker collaborated on the project shortly after Klara Kristin moved to Paris, and the film serves as a nostalgic time capsule to the first Spring she called the city home.

Highlighted by Klara Kristin’s magnetic performance, the playful film is a nuanced love letter to Paris, mixing verité moments of observation and dream-like visuals throughout.

Credits

VOGUE ITALIA PRESENTS MOUNTAIN OF LOVE

FILMED AND DIRECTED BY NINA HOLMGREN @nholmgren STARRING KLARA KRISTIN @klara__kristin

STYLING: ANNA KLEIN / MOON MGMT @stylistannaklein CASTING: ANJA GILDUM / COUPDECOEUR @anjagildum EDITOR & SOUND DESIGN: OGI CURIC @ogicurcic COMPOSER: MADS BERGLAND & CLAIRE COURCHENE @madsbergland & @cellothbone

COLORIST: NURALI KUSHKOV @nurali_kushkov

Nina Holmgren | Director Bio

Nina Holmgren is an award-winning filmmaker based in Copenhagen

With a background in fine art, she is not afraid to mix worlds or art forms in one singular piece, whether it's working in film, visuals or with sound.

Her work is contemporary, with strong ties to the fashion world. She has a remarkable eye combining storytelling and aesthetic expression in her work to create her own heightened surreality.

In a short amount of time, Nina has established herself as a powerful new voice in filmmaking, winning D&AD’s Best New Director in 2020 and AICP’s Best Visual Style in 2020.

She received international acclaim with her first film CLUB 99.7, starring her 99-year old grandfather, for streetwear brand Le Fix. The film premiered exclusively on NOWNESS and became their most watched film of the year, winning best Branded Content at The One Show, and two nominations at Cannes Lions.

The Danish filmmaker’s short film "I Want You to Panic" commissioned by NOWNESS, an artistic exploration of people’s indifference towards the climate crisis, led her to win Gold at the Young Directors Awards at Cannes Lions.

Nina’s latest video “Intruded” for Justine Skye guest-starring Bella Hadid, Timbaland and Lil’ Yachty is a meticulously crafted and nuanced commentary on communication through screens in the age of social media.



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“Sapevo fin dall’inizio che When I Get Home (2019) sarebbe stato un progetto iconico,” dice la stylist Kyle Luu, 30 anni, parlando dell’album di 19 tracce e del film che l’accompagna creato da Solange Knowles. La creativa taiwanese-vietnamita – che è cresciuta ammirando le dive pop degli anni Novanta e che a tempo perso spesso creava capi alla moda fai da te per gli amici – ha conosciuto Knowles nel 2017 quando si è occupata del suo look per il Met Gala ed è poi diventata la stylist fissa della cantante da Grammy.

When I Get Home è stato realizzato in un periodo difficile per Knowles, quando era alle prese con dei problemi di salute, ma ne parla come del “progetto che mi ha letteralmente cambiato la vita”. Girato per lo più a Houston, in Texas, città natale della cantante, sia l’album che il film ruotano intorno alle sue radici ancestrali, rendendo nel contempo omaggio a cowboy neri e al futurismo con un eccellente styling: Telfar, Gucci vintage e Dion Lee sono stati scelte ovvie per i look definitivi. “Si trattava di mantenere una visione aperta e un guardaroba molto pulito ed essenziale,” spiega Luu in videochiamata dal suo appartamento di New York.

Courtesy Solange

In occasione del secondo anniversario dell’uscita di When I Get Home – Knowles, 34 anni, ha festeggiato l’avvenimento con un director’s cut rimasterizzato del film – Vogue ha raggiunto Luu per parlare della realizzazione dei look per il progetto, di come la generazione Z stia rinnovando la scena della moda newyorkese e dei designer da seguire.

Da piccola si studiava le riviste di moda. Ha mai realizzato qualcuna delle sue fantasie lavorando nella moda?

“Da piccola non avrei mai immaginato di lavorare nella moda. Vedevo tutti questi meravigliosi designer all’avanguardia sulle riviste, da Hussein Chalayan a Yohji Yamamoto a Comme des Garçons. Non avrei mai pensato di riuscire a toccare quei capi e di vederli prendere vita – è quasi come realizzare il mio sogno di bambina”.

Ci sono voluti due mesi per completare il progetto e ha avuto una squadra considerevole con lei. Com’è andata?

“So che a Solange piacciono le linee pulite – ormai è quasi una regola non scritta tra noi. Ho lavorato con la stylist Mecca James-Williams che si è occupata del look di gran parte del cast insieme a la stylist e consulente artistica Chela Mitchell, e anche le stylist Becky Akinyode e Jessica Willis hanno lavorato al progetto. Inoltre, ero aiutata dai miei assistenti, Julio e Tonya. Mi è piaciuto far parte di questa splendida squadra – i legami dietro le quinte l’hanno resa un’esperienza speciale”.

Courtesy Solange

Sono passati due anni dall’uscita di When I Get Home, ma l’impressione è che sarebbe potuto uscire ieri.

“È incredibile com’è volato il tempo. L’altro giorno ho riguardato il film e mi ispira ancora tantissimo. Lo si potrebbe guardare tra qualche anno e sarebbe ancora attuale. Come attaccano le prime note e la macchina da presa fa una panoramica verso il basso, si viene trasportati in un’altra dimensione”.

Solange l’ha portata a Houston, vero? Com’è stato?

“È sempre molto interessante quando qualcuno ti porta nel quartiere in cui è cresciuto e ti racconta la sua infanzia. Siamo andate da Houston a Dallas, a Marfa e poi a El Paso, tutti in Texas, e poi siamo tornate a Houston. Solange mi ha mostrato il negozio di tessuti in cui andava sua madre - Tina Knowles - e Frenchys Chicken, il locale che ama dove servono il pollo fritto.

“Ho visto un riflesso di lei in Houston e un riflesso di Houston in lei solo girando per la città e guardandomi intorno. Amiamo entrambe scovare delle cose, quindi mi mostrava le sue gemme nascoste preferite, dai mercati delle pulci ai centri commerciali. Mi piaceva perché vedevo molto di me stessa in lei. È molto concreta, ci intendiamo al volo”.

Courtesy Solange

Il lockdown ha dato all’industria della moda del tempo per riflettere. Da newyorkese, cosa pensa dello stato della moda attuale?

“Giro per New York e i diciassettenni portano le creazioni dei loro amici o capi presi su eBay, non comprano roba costosa nei negozi. Penso che il lusso al dettaglio stia cambiando ed è molto evidente qui, a New York. Molti dei nostri grandi magazzini più noti hanno chiuso e purtroppo anche alcuni di quelli più piccoli, tra cui Opening Ceremony un negozio che sosteneva i nuovi designer. Cerco di accogliere futuri stilisti e studenti in ogni progetto – sono i designer che pensano all’ambiente”.

In cosa potremo vederla impegnata prossimamente?

“Mi sono occupata dello styling per un progetto chiamato The Show’s Over per il teatro Schauspielhaus di Zurigo con il regista Wu Tsang e con l’artista Tosh Basco. Ci abbiamo lavorato poco prima dell’inizio del lockdown e ci siamo coordinati da remoto per due mesi, poi sono andata in Svizzera a girare per due settimane. È stato molto diverso dai progetti editoriali, una ventata d’aria fresca".

Courtesy Solange5 designer ora sul moodboard di Kyle Luu

Robert Wun

“Mi piace lo stile personale di Robert; la sua interpretazione della femminilità, della natura e le sue proporzioni sono meravigliose - è sempre dieci passi avanti.”

Supriya Lele

“Vedo all’istante come le origini indiane e l’eredità culturale di Supriya hanno influenzato il suo lavoro. Il suo occhio per il layering e per i minimi dettagli dei suoi capi non ha pari.”

Gogo Graham

“È un riflesso sincero della sua identità e della sua comunità. I capi sono tutti unici nel loro genere e non influenzati dalle tendenze.”

Arturo Obegero

“Abbiamo usato Arturo in When I Get Home — mi piace l’equilibrio tra capi scenografici e minimalisti. È unico.”

Final Loss

“Final Loss è un brand canadese e creano look completi, come gli sylist. Il loro ibrido tra streewear e avant-garde è emozionante da vedere.”

Guardate When I Get Home qui e su Apple Music



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Benedetti sian gli archivi e lode a chi li ha inventati, viene da dire ogni volta che dai cassetti  ritornano alla luce (e alla produzione) pezzi che la storia ha temporaneamente accantonato. La possibilità di (ri)conoscere pezzi piccoli e grandi del grande complessissimo quadro del progetto del 900 arricchisce le prospettive e i punti di vista di lettura, oltre, ovviamente, a rinnovare il piacere di ammirare forme e idee ancora attualissime nonostante l'età. E anzi, è proprio la distanza del tempo che conferisce loro ancora più pregio. Accade ora per la Poltrona R63, disegnata dall’architetto milanese Ignazio Gardella (quello del PAC, per intenderci), nei primissimi 60 per la sala da pranzo dell’Hotel Cavalieri-Hilton di Roma. 

Poltrona R63, design Ignazio Gardella, Tato.
Poltrona R63, design Ignazio Gardella, Tato.

Conquista subito il profilo dello schienale, che richiama, semplificandole le linee, quello di una bergère, ma con le ali poggiatesta aperte. Oggi non ci  si fa più caso, ma allora risultava poi assolutamente innovativo il dettaglio del rivestimento che copre completamente le gambe, uniformando i sottili sostegni alla seduta e allo schienale. La poltrona è realizzata con una struttura in massello di legno e con piedini in ottone. L’imbottitura è di poliuretano e viene rifinita, a richiesta, in panno velluto o altri tessuti. Un interessante ritorno che amplia la gamma di progetti di Gardella che la novarese Tato ha già in catalogo – soprattutto luci – ma anche, fra i vari, la bella poltroncina Lido di qualche anno posteriore (1965), ancora per un hotel, l'Excelsior al  Lido di Venezia.

Poltrona R63, design Ignazio Gardella, Tato.
Poltrona R63, design Ignazio Gardella, Tato.


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Torna per la settima edizione il Premio Giovani Imprese Altagamma 2021 - Believing in the Future, che ha l’obiettivo di valorizzare e sostenere i futuri protagonisti del Made in Italy e che vede in Laudomia Pucci, il Vice Presidente Altagamma, la sua figura di riferimento. Il Premio si apre per il primo anno anche a candidature esterne che saranno vagliate dall’Advisory Board del Premio e quindi dal Board Altagamma. Altagamma, che riunisce le migliori aziende italiane dell’industria culturale e creativa, ogni anno è alla ricerca delle imprese italiane emergenti che operano nei settori rappresentati dalla Fondazione: moda, design, alimentare, gioielleria, velocità (nautica e motori), hotellerie & wellness e innovation.

Ecco i membri dell'Advisory Board che selezioneranno i finalisti: Silvia Baruffaldi, Auto&Design; Gilda Bojardi, Interni; Alba Cappellieri, Museo del Gioiello Vicenza; Cesare Cunaccia, Lampoon e LUISS; Maddalena Fossati, Condé Nast Traveller; Barbara Lunghi, Borsa Italiana; Livia Peraldo Matton, Elle Decor Italia; Nicoletta Polla-Mattiot, How to Spend It – Il Sole 24 Ore; Fernanda Roggero, Il Sole 24 Ore; Maurizio Rossi, H-Farm; Sara Sozzani Maino, Vogue Italia e Vogue Talents e Luca Tremolada, Il Sole 24 Ore.

Il programma, in partnership con Borsa Italiana, ELITESDA Bocconi School of Management, supporta le imprese che per valori, qualità e potenzialità di crescita a medio termine rappresentano il futuro del comparto italiano di alta gamma, mettendo loro a disposizione una serie di benefit ad alto valore aggiunto: Membership annuale ad Altagamma e Mentorship ad hoc con le Imprese Socie Altagamma; Assessement individuale e partecipazione a percorso formativo online da parte di Borsa Italiana; Accesso al programma di training da parte di ELITE e Corsi di formazione executive online da parte di SDA Bocconi School of Management.

Potete scoprire tutti i dettagli del Premio Giovani Imprese Altagamma e i requisiti per partecipare sul sito di Altagamma. Le candidature sono aperte fino al 28 maggio.



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Serie tv e moda: The Bold Type

Il titolo della serie è già tutto un programma: The Bold Type (le prime tre stagioni su Netflix e la quarta/ultima appena andata in onda su Premium Stories) ha un doppio significato. Da un lato vuol dire “ragazze toste”, dall’altro è il formato “grassetto” con cui si scrive. Il motivo è semplice: le tre giovani protagoniste lavorano tutte nel campo dell’editoria, per un magazine femminile diretto da una donna con lo sguardo al futuro.

THE BOLD TYPE: Aisha Dee alias Kat, Meghann Fahy / Sutton e Katie Stevens nei panni di JaneThe Bold Type - Season Pilot
THE BOLD TYPE: Aisha Dee alias Kat, Meghann Fahy / Sutton e Katie Stevens nei panni di Jane
Freeform/Universal TelevisionLa trama

Si parla di moda e non a caso questo tris di colleghe/amiche si riunisce in gran segreto nell’armadio della redazione di Scarlet (nella realtà si tratta di storie vere tratte dall’esperienza di Joanna Coles, ex caporedattore di Cosmopolitan). Indossano stili diversi, ma tutti all’ultimo grido, e arrivano in ufficio come se sfilassero in passerella: diverse per origine, inclinazioni sessuali e background, condividono il sogno di raccontare storie attraverso abiti e parole, intrecciati tra loro in un progetto “rosa” ambizioso e di spessore.

Le protagoniste

Jane (Katie Stevens di “Faking It”) è una giovane reporter alla ricerca dello scoop perfetto, che vive con lo spauracchio d’ereditare la malattia genetica che ha stroncato la madre da giovane. S’innamora difficilmente e quando accade punta sul tipico incontro-scontro, come Ryan (Dan Jeannotte), un collega che dà l’idea di essere maschilista e cinica.

Kat (Aisha Dee) ha nelle sue mai i social media del magazine e fa di tutto per affrontare argomenti socialmente rilevanti: è la prima donna, gay e black in un ruolo del genere e cerca di trovare a tutti i costi la propria voce. A cambiarle la vita ci pensa Adena El-Amin (Nikohl Boosheri), una fotografa musulmana poco convenzionale.

Sutton (Meghann Fahy) vuole diventare una stilista, ma all’inizio delle vicende è relegata al ruolo di assistente della direttrice. Piano piano riesce a dimostrare il suo valore, pur facendo moltissimi errori. S’innamora di uno degli uomini più potenti della società, Richard (Sam Page), il che rende la loro relazione clandestina a tratti elettrizzanti, ma anche pericolosissima.

THE BOLD TYPE: Aisha Dee alias Kat, Meghann Fahy / Sutton e Katie Stevens nei panni di JaneThe Bold Type - Season Pilot
THE BOLD TYPE: Aisha Dee alias Kat, Meghann Fahy / Sutton e Katie Stevens nei panni di Jane
Freeform/Universal TelevisionGirl power

Non solo tacchi e rossetti, però: questa serie ha un’anima glamour fortissima, ma si spinge oltre. Racconta un luogo di lavoro ideale, che ha contrasti e contraddizioni, ma è anche capace di incoraggiare il talento senza pregiudizi e discriminazioni. Ricorda un po’ Sex and the City e un po’ il film 30 anni in un secondo con Jennifer Garner perché sa mescolare stile, leggerezza, sorellanza e anche questioni più delicate, intime… quel genere di tabù che fanno paura. Dalla disabilità alla violenza di genere, dalla mascolinità tossica alla prevenzione, dalle credenze religiose al potere dei social media: gli argomenti delle varie puntate sono incorniciati dalla versatilità della moda, con tutti i suoi capricci e divismi, ma arrivano dritti al cuore.

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La parola alle star

“Queste amiche sono autentiche – ha raccontato Katie Stevens al Festival della TV di Monte-Carlo – e il rapporto tra di loro mi ricorda quello che io ho con le donne della mia vita. Ci incoraggiamo a vicenda, ci sosteniamo e ci rendiamo migliori”.

“Il mondo – le fa eco Aisha Dee – non è perfetto, ma The Bold Type fa vedere la bellezza di restare fedeli a se stesse. E sono orgogliosa che molti ragazzi mi abbiano scritto per raccontarmi che le nostre storie li hanno ispirati a fare coming out con i genitori”.

A differenza di molte altre serie basate sulle dinamiche femminili, stavolta a capo del gruppo c’è una donna, Jacqueline (Melora Hardin), ma non è il tipico boss in stile Il diavolo veste Prada. Tutt’altro: usa il potere come un servizio, guida con l’esempio e si comporta da vero leader. “Basta con l’idea – dice l’attrice – che se in cima alla piramide c’è una signora allora inevitabilmente è una str**za manipolatrice e assetata di sangue. La serie dimostra un lato diverso, una direttrice integra che guida il suo team senza isterie”.

THE BOLD TYPE: Meghann Fahy / Sutton e Katie Stevens nei panni di JaneThe Bold Type - Season 1
THE BOLD TYPE: Meghann Fahy / Sutton e Katie Stevens nei panni di Jane
Freeform/Universal TelevisionVocabolario d’amore

Quante volte in TV si parla esplicitamente di cunnilingus, vagina e clitoride? “Parole del genere – commenta Aisha Dee – sono spesso stigmatizzate, invece noi parliamo di sessualità femminile in tutta la sua naturalezza”. Dietro le taglie degli abiti haute-couture e i trending topic, The Bold Type resta un inno all’amore in ogni dimensione, ma soprattutto nei confronti di se stesse. “Volersi bene – aggiunge Katie Stevens – è a volte un traguardo difficile da raggiungere perché ciascuna di noi ha le proprie insicurezze, soprattutto rispetto all’immagine costruita online”. Puntata dopo puntata, si parla di tutto, senza reticenze, per riappropriarsi del proprio corpo e della propria autostima, tra lo scintillio di una paillettes e un costosissimo tacco dodici.

Melora Hardin è la direttrice Jacqueline CarlyleThe Bold Type - Season 1
Melora Hardin è la direttrice Jacqueline Carlyle
Freeform/Universal Television


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Da quando LL Cool J pubblicò nel 1987 il suo secondo album in studio Bigger and Deffer, indossando in copertina un bucket hat firmato Kangol, il “marchio del canguro” è entrato a tutti gli effetti nell'immaginario rap. Certo, non era la prima volta che un artista sfoggiava un cappello del brand fondato negli anni Trenta da Jakob Henryk Spreiregen: basti pensare che gli stessi Beatles ne erano grandi estimatori. Tuttavia, la trionfale ascesa sul mercato internazionale di Kangol negli anni Ottanta e Novanta è legata a doppio filo con quella della golden age del rap. Da Notorious B.I.G. a Eminem, passando per Missy Elliott, il brand nato in Inghilterra ha trovato nelle strade degli Stati Uniti - e nella musica che le racconta - la gloria eterna.

Ketama126 X Lovegang X Kangol
Ketama126 X Lovegang X Kangol
Filippo Lancellotti

La cultura hip hop però non conosce confini nazionali: e d'altra parte, dalla 125esima di Harlem, New York, ai 126 scalini che separano Trastevere da Monteverde, la strada è più breve di quanto si possa immaginare. Come partner per il suo primo drop nel mercato italiano, Kangol ha scelto Lovegang, con cui lancia oggi una capsule collection esclusiva. Scelta azzeccatissima, perché Ketama126, Pretty Solero e tutti gli altri guasconi della “gang dell'amore” di Roma, oltre a sfondare con le loro produzioni musicali, sono riusciti - probabilmente gli unici in Italia - nell'intento di dare vita a un autentico culto incentrato sul proprio merch.

Franco126 X Lovegang X Kangol
Franco126 X Lovegang X Kangol
Filippo Lancellotti

Il design contemporaneo di Lovegang e l'attenzione al dettaglio propria del made in Italy si fondono allo stile Kangol in questa capsule esclusiva. Oltre all'immancabile cappellino bucket impermeabile e ad un simpatico cangurino di peluche con la maglia Lovegang, della collezione fanno parte anche una felpa hoodie - con imboschi tattici - e una fantastica giacca con tasca estraibile che diventa marsupio. Sono insomma finiti i tempi in cui Ketama126 “pensava a riempirsi il borsello”, come cantava in Giovane e Selvaggio, uno dei suoi primi successi: oltre ad augurarci che sia bello pieno, il borsello di Kety porta ora il nome della sua gang e quello di un brand iconico come Kangol. 

Per presentare la capsule, inoltre, Lovegang ha realizzato un video davvero originale: “Per il concept - ci ha raccontato Filippo Lancellotti, CEO e creative director di Lovegang nonché regista del video  - volevo trovare qualcosa che coinvolgesse persone anziane e hip hop. Il mio team (Adriano, Andrea e Federico) ed io siamo partiti da qui per sviluppare e scrivere l'idea del video. Abbiamo scovato questi vecchietti nei vari centri anziani di Garbatella, grazie anche al supporto di Ring Film su scouting e produzione. Nel video sono presenti molte altre belle persone, per citarne alcune: Imogen Kusch (l'actor coach), Gio il DOP ed i miei preferiti, quelli con cui ho passato più tempo durante le varie preparazioni: Umbertino e Alessandra Roca, i protagonisti ❤️”.

L'appuntamento con la collaborazione Lovegang x Kangol è giovedì 8 aprile alle 18, sia online sia nello store di Roma in via degli Orti d’Alibert 1/B. Appuntamento improrogabile perché quando si parla di Lovegang, che sia il merch o i concerti che tanto ci mancano, il sold out è assicurato. 



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L'Alta Orologeria riparte da Ginevra con l'appuntamento digitale Watches and Wonders che vede protagonisti i capolavori dei Maestri del Tempo. Ogni accessorio unisce l'estetica preziosa e di squisita fattura con la massima precisione del movimento dell'orologio di lusso, anche sottoposto a condizioni estreme. Si può sintetizzare in tocchi raffinati in una ghiottoneria tecnica, tra movimenti, leghe e meccanismi. Piccole e sofisticatissime macchine del tempo che si possono portare sempre con sé, adornando il proprio polso. 

Scopriamo insieme alcune novità presentate nell'edizione virtuale 2021, alcune delle quali disponibili in esclusiva su MR PORTER e NET-A-PORTER ( come una selezione tra firme prestigiose come Cartier, Hermes, IWC, Piaget and Vacheron Constantin), partner ufficiale della manifestazione. Per l'occasione verranno infatti organizzati appuntamenti virtuali di shopping online, supportati dallo staff specializzato e dalle recensioni pubblicate sui profili Instagram @mrporter, @mrporterwatches, @netaporter @portermagazine. Non mancheranno gli approfondimenti con alcuni dei player più influenti dell'industria orologiera guidati da Charlie Boyd, Fine Jewellery and Watches Editor di NET-A-PORTER, e dal Senior Watch Editor di MR PORTER, Chris Hall, nonché il primo live streaming su tutte le app mobili di MR PORTER e NET-A-PORTER.

Selezione di NET-A-PORTER
Selezione di NET-A-PORTER
Bulgari

Questi due nuovi modelli s'intrecciano con la storia di Bulgari, una magnifica prova di abilità manifatturiera, realizzata dai mastri orafi e incastonatori di pietre della Maison. I designer della gioielleria hanno lavorato fianco a fianco con il team di gemmologi per ottenere questa straordinaria combinazione di nove diverse pietre preziose dall’intensa vivacità, presenti in Serpenti Misteriosi Cleopatra: coppie di ametiste e citrini esagonali sfaccettati, un'acquamarina, una rubellite, una tormalina cromata, una tanzanite e un peridoto, con un peso totale di oltre 50 carati, accompagnate da quasi 4.000 diamanti montati a neve. Divissima e Allegra sono l'espressione dell'approccio di Bulgari nei riguardi dell'Alta Orologeria. Il primo è presentato come versione minuta del successo di Divas’ Dream, il secondo modello vede una selezione vivace di gemme in tagli e forme differenti – citrini, ametiste, peridoti, topazio blu e rodolite – orbita intorno al quadrante in madreperla, creando una straordinaria composizione luminosa.

Bulgari
Bulgari
Chanel

La Maison mette al centro il sofisticato meccanismo, qui svelato da un quadrante trasparente. I codici stilistici, come l'uso del bianco e del nero, l'elemento catena e il motivo matelassé a rombi definiscono l'estetica.

Chanel
Chanel
Chopard

Gemme trasformate in autentici tesori che segnano il tempo: Chopard adatta le tecniche dell'Alta Gioielleria per realizzare dei pezzi carichi di colori che adornano il quadrante e la ghiera. Una manifestazione della femminilità, elegante e puntuale.

Chopard
Chopard
Gucci

Nell'anno in cui la Maison celebra il suo centenario presenta la prima serie di modelli d'Alta Orologeria: un connubio tra creatività, maestria e abilità tecnica che prende forma in GUCCI 25H, G-Timeless, Grip. Ciascuna linea trae ispirazione dalla tradizione artigianale e dagli elementi classici che sono retaggio del marchio: elementi naturali, flora e fauna, e naturalmente la Doppia G.

Gucci
Gucci


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Uno dei shoes designer più amati, Manolo Blahnik, è stato scoperto proprio da Diana Vreeland: in comune avevano un'amica che s'intendeva di moda, l'affascinante Paloma Picasso. Un incontro fortunato che lo porta a disegnare scarpe. Il resto è storia, visto che ha vestito i piedi di tantissime celebrity fino ad arrivare all'esigente Anna Wintour. Ma il suo successo non è condito solo dalla creatività ma anche da una serie di collaborazioni, prima con alcune prestigiose Maison - come Oscar de la Renta, Clavin Klein e John Galliano - poi con il cinema. Sappiamo bene che lo “stilista delle scarpe” è un estimatore della settima arte, un cinefilo che ha tratto ispirazione da Hollywood.

Prima di entrare nel guardaroba fashion di Carrie in Sex & the City, regalate da Mr Big come promessa d'amore, una dichiarazione fatta ai piedi di Sarah Jessica Parker che al posto dell'anello di fidanzamento trova delle décolleté Hangisi di raso blu, le scarpe Manolo Blahnik sono state protagoniste di alcuni scene cinematografiche. Apparse sul grande schermo, sono diventate un desiderio da soddisfare, ma anche un elemento fashion di diverse storie d'amore.

Sex & the City
Sex & the City
Giphy

Nel 1996, Claire Danes entra nei panni di una moderna “Giulietta” in Romeo + Juliet. La pellicola trasforma un classico shakespeariano in un film cult per la generazione MTV: i capi e gli accessori sono fondamentali per il successo tra il giovane pubblico, Capuleti e Montecchi sono vestiti Prada e Dolce & Gabbana, mentre la dolce e innamorata protagonista indossa un candido abito a peplo e un paio di sandali firmati Manolo Blahnik.

I fan di Twilight, incantati da un altro amore impossibile, quello tra Bella Swan (Kristen Stewart) e Edward Cullen (Robert Pattinson), conosceranno molto bene le scarpe scelte per il look da sposa firmato Carolina Herrera: dall'abito bianco spuntano delle décolleté con dettaglio gioiello. Verranno poi ribattezzate le “Swan pump”.

Twilight
Twilight

Uno dei momenti cinematografici più importanti per Manolo Blahnik è legato a Marie Antoinette di Sofia Coppola, quando lo shoes designer disegna un parterre di scarpe per Kirsten Dunst. Per l'occasione realizza un centinaio di modelli di raso, cotone e velluto, uno per ogni capriccio della giovane Regina.

Marie Antoinette
Marie Antoinette
Screenshot YouTube

Se invece parliamo di moda, non possiamo dimenticare che le Manolo appaiono più volte indosso alle protagoniste di Gossip Girl, Blair Waldorf (Leighton Meester) e Serena van der Woodsen (Blake Lively); una menzione c'è anche in Il diavolo veste Prada, quando Andrea ( Anne Hathaway) trova conforto nelle parole di Nigel. La stagista promettente viene catapultata nel guardaroba dei sogni, trasformandola da “gonna della nonna e maglioncino infeltrito ceruleo” in una fashionista. Nella giungla di capi e accessori, appaiono anche un paio di scarpe Manolo Blahnik. 

Il diavolo veste Prada
Il diavolo veste Prada


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